A che punto è la cultura dell’innovazione in Italia? Investire denaro, rischio e pensiero nella ricerca di nuove tecnologie è un valore o siamo cauti e un pò ignoranti come spesso ci dipingiamo? Il mensile Wired in edicola da domani, pubblica un’indagine condotta insieme a Cotec dalla quale emerge, a sorpresa, il ritratto di un Paese ottimista che si fida più della scienza che della politica. Un rapporto che in Italia mancava e che fa il punto sull’ aspetto più cruciale della capacità innovativa italiana. L’ indagine mette in luce che proprio sul rischio si gioca una delle battaglie culturali e informative più delicate. Emerge la consapevolezza dell’ importanza del lavoro, della ricerca e dello studio come fattori fondamentali, con il talento innato, per innovare. Vengono ritenuti indispensabili anche incentivi finanziari e simbolici adeguati per motivare chi intraprende la difficile strada dell’ innovatore. Ma è proprio sul rischio che emerge il ritardo dell’ Italia. La capacità di correre dei rischi è considerato uno dei fattori meno importanti. Il rischio, inoltre, viene associato soprattutto ad aspetti negativi come pericolo, perdita, incidente e non a quelli positivi come cogliere le opportunità o accedere alle novità. Più dell’ 80 per cento del campione intervistato ritiene che solo una conoscenza completa di tutti i possibili danni sia un requisito indispensabile per permettere la commercializzazione di un prodotto. E i giovani sono la fascia più conservatrice. Dati che danno una rappresentazione di bassa innovatività del consumatore secondo il concetto introdotto dall’ Ocse.
L’Italia? Non sa rischiare
mercoledì, 20 maggio 2009 - Pubblicato su: Corriere della Sera



Si terrà ad Oporto il prossimo 7 ottobre il VI Symposium Cotec Europa, appuntamento annuale delle Cotec di Italia, Spagna e Portogallo, al quale parteciperanno i rispettivi Capi di Stato in qualità di Presidenti Onorari delle tre Organizzazioni.
Le molteplici indagini effettuate in Italia sulle attività di Ricerca & Sviluppo delle imprese non forniscono un quadro complessivo e al tempo stesso articolato delle strategie e delle modalità con le quali tali attività vengono svolte con riferimento agli attuali modelli di innovazione tecnologica, caratterizzati da forme di networking cooperativo fra imprese 
